martedì 3 febbraio 2009

Opus dei....




Dicembre 2008 - Javier Echevarria, vescovo responsabile dell’Opus Dei, a Catania per un incontro con 1500 laici e sacerdoti dell’organizzazione ecclesiastica, s’è scagliato contro gli abusi sessuali invitando alla «santa purezza» e affermando: «Un sondaggio indica che il novanta per cento degli handicappati sono figli di genitori che non hanno mantenuto la purezza del proprio corpo prima del matrimonio».-

Ci scommettete che quando sua eccellenza Echeverria riposerà in pace (il più tardi possibile, s'intende...) qualcuno proporrà la sua beatificazione?
SANTO SUBITO!

giovedì 22 gennaio 2009

non se ne può più....

“Cremona
Sikh porta il pugnale «Motivi religiosi», assolto

CREMONA - Un coltello lungo diciassette centimetri portato tranquillamente al supermercato, senza porto d' armi. È reato? No, se la persona è un sikh e il coltello è un «kirpan», un pugnale tradizionale di quella religione. Il giudice Massimo Vacchiano ha assolto l' imputato perché esiste un «giustificato motivo» per il quale il sikh portava l' arma. Un giustificato motivo religioso, per l' appunto. L' assoluzione dell' uomo, difeso dagli avvocati Carlo Ambrosini e Massimiliano Cortellazzi, ha un precedente, sempre al tribunale di Cremona, riguardante la religione islamica. Qualche settimana fa Monia Trabelsi, moglie dell' ex imam, fu assolta per essere entrata in burqa proprio in tribunale. (p.t.)”
http://archiviostorico.corriere.it/2009/gennaio/14/Sikh_porta_pugnale_Motivi_religiosi_co_7_090114038.shtml

Ormai è un tormentone ma nessuno sembra capirlo: la sensibilità religiosa NON PUO’ ESSERE TUTELATA!!!!!!!

Invece, in Italia, ci troviamo di fronte a queste situazioni paradossali perché se qualcuno osa criticare il papa oppure pubblicizzare la possibilità che “Dio Non Esista” (sacrilegio!) su un autobus, provoca più sdegno e offesa che non un classe politica che ormai ruba per diritto acquisito.
Non si capisce perché, poi, affermare “Dio Esiste” non provochi le stesse ondate di sdegno, in fin dei conti, ad essere molto gentili, le due affermazioni si trovano almeno su un piano di parità.

E invece, in Italia, ci si mette di mezzo addirittura il sindacato (poteva mancare) che ha proclamato che appoggerà i lavoratori che vorranno rifiutarsi di lavorare nei bus atei (bus atei?!!!?): il segretario nazionale della Faisa-Cisal, Andrea Gatto ha lanciato il suo diktat: “pretendo che in Italia sia rispettata la religione cattolica, per la quale Dio esiste”.
Se lo pretende lui….ma io la penso diversamente.
…e lo Stato? Non era Laico?

E' un vero problema che in Italia non si possa fare una campagna pubblicitaria che, anche se non viola nessuna norma, offende le sensibilità religiose..... di questo passo avremo sempre più moschee, sempre più poligami, sempre più circoncisioni escissioni ed infibulazioni, sempre più burque e pugnali sikh.

D'altra parte, come ha detto ieri il mitico cardinale Poletto per giustificare l'obiezione di coscienza : "la legge di Dio prevale su quella degli uomini!".
Sacrosanto, no?
...ma di quale dio?
Quella del tuo Dio? o del mio? o quello infame dei barboni mussulmani? o quello abbrustolito dei Davidiani?

Non importa....

giovedì 8 gennaio 2009

I mussulmani in piazza Duomo

La preghiera dei mussulmani in piazza Duomo è un fatto molto grave. Gravissimo.
Non perché abbiano profanato un luogo simbolo per i cattolici italiani, ma perché è chiara la loro provocazione ed è chiara la loro sempre maggiore arroganza e prepotenza.
Ci stanno dando un segnale, inviando un messaggio: “Guardate che ci siamo, e siamo sempre più forti!”.
La conseguenza nefasta di questa forzatura religiosa è che la risposta venga richiesta ad un'altra religione (la chiesa cattolica, in questo caso) e ci si aspetta che sia lei a reagire.
Al contrario principale oltraggiata è la laicità ed è lo stato laico che deve reagire.
Non possiamo opporre al dilagare dell’islam un arroccamento dietro le posizioni cristiane (la ragione di ciò è il comodo ragionamento che: “tra l’uno e l’altro, quasi quasi preferisco quello a cui sono abituato….”), dobbiamo invece rafforzare la laicità e il concetto che non si possa tollerare alcun comportamento che ne violi i limiti.
Questo si può ottenere solo partendo dal basso rimuovendo la auto-attribuita patente di supremazia morale alla religione e togliendo valore alll’infernale concetto del rispetto delle sensibilità religiose.
La religione è e va trattata come un pensiero filosofico.

mercoledì 3 settembre 2008

VP PALIN - U.S. of A.

http://www.richarddawkins.net/article,3068,Palin-average-isnt-good-enough,Sam-Harris-Los-Angeles-Times

da www.richarddawkins.net




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guardate il video.
fantastico!

«La morte cerebrale non è la fine della vita»

Da corriere.it del 02/09/08

"che va quindi rimodulata anche in base alle nuove ricerche scientifiche. L'organo di stampa del Vaticano lo scrive martedì in un editoriale firmato da Lucetta Scaraffia, membro del Comitato nazionale di bioetica e vice presidente dell'Associazione Scienza e vita, dedicato al 40° anniversario del Rapporto di Harvard, che modificò la definizione di morte, da allora non più basata sull'arresto cardiocircolatorio, ma sull'encefalogramma piatto. CONTRADDIZIONE - La Chiesa accettò quella definizione e si disse favorevole al prelievo degli organi da pazienti considerati cerebralmente morti, ricorda l'editoriale. Ma poi la scienza ha dimostrato che «la morte cerebrale non è la morte dell'essere umano», perciò il concetto di «morte cerebrale entra in contraddizione con il concetto di persona secondo la dottrina cattolica, e quindi con le direttive della Chiesa nei confronti dei casi di coma persistenti. La giustificazione scientifica di questa scelta risiede in una peculiare definizione del sistema nervoso, oggi rimessa in discussione da nuove ricerche, che mettono in dubbio proprio il fatto che la morte del cervello provochi la disintegrazione del corpo», spiega Lucetta Scaraffia, che prosegue affermando che forse aveva ragione chi sospettava che la nuova definizione di morte, «più che da un reale avanzamento scientifico, fosse stata motivata dall'interesse, cioè dalla necessità di organi da trapiantare». TRAPIANTI - Molti neurologi, giuristi e filosofi sono oggi concordi «nel dichiarare che la morte cerebrale non è la morte dell'essere umano», prosegue l'autrice dell'articolo. «Queste considerazioni aprono ovviamente nuovi problemi per la Chiesa cattolica, la cui accettazione del prelievo degli organi da pazienti cerebralmente morti, nel quadro di una difesa integrale e assoluta della vita umana, si regge soltanto sulla presunta certezza scientifica che essi siano effettivamente cadaveri». Inoltre «l'idea che la persona umana cessi di esistere quando il cervello non funziona più, mentre il suo organismo, grazie alla respirazione artificiale, è mantenuto in vita, comporta un'identificazione della persona con le sole attività cerebrali, e questo entra in contraddizione con il concetto di persona secondo la dottrina cattolica, e quindi con le direttive della Chiesa nei confronti dei casi di coma persistente». REAZIONI - Secondo Vincenzo Carpino, presidente dell'Associazione anestesisti-rianimatori ospedalieri italiani, la morte cerebrale «resta al momento l'unico criterio valido, in mancanza di nuove evidenze scientifiche, per definire la morte di un individuo». La legge italiana, dice Carpino, che stabilisce i criteri per l'accertamento della morte cerebrale «è una delle migliori al mondo», prevedendo una serie di accertamenti precisi. Alessandro Nanni Costa, presidente del Centro nazionale trapianti, afferma che i criteri di Harvard «non sono mai stati messi in discussione in 40 anni dalla comunità scientifica, e vengono applicati in tutti i Paesi scientificamente avanzati. I dubbi ci sono sempre stati, ma da parte di frange minoritarie che fanno critiche non scientifiche». La morte cerebrale, tiene a precisare Nanni Costa, è ben altra cosa dallo stato vegetativo. Invece per Giancarlo Umani Ronchi, ordinario di medicina legale alla Sapienza di Roma e membro del Comitato nzionale di bioetica, i criteri di accertamento della morte cerebrale risalenti a 40 anni fa «lasciano molto perplessi. Dalla morte cerebrale non ci si riprende, ma sui criteri di accertamento si discute da anni». Duro commento di Maurizio Mori, presidente della Consulta di bioetica: «Sulle questioni di fine vita, la Chiesa non è più in grado di dare risposte ai nuovi problemi e diffonde inutile panico. Non sapendo più come gestire le nuove tecniche e trovandosi in serissime difficoltà sul caso Englaro, preferisce gettare discredito su tutte le nuove tecnologie, venendo anche a rimettere in discussione i trapianti d'organo. L'obiettivo è chiaro: bloccare il caso Englaro e fissare barriere alla legge sul testamento biologico che sarà tanto restrittiva da essere inutilizzabile». Risponde padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano: «Il testo dell'Osservatore Romano è un interessante e autorevole articolo firmato dalla signora Lucetta Scaraffia, ma non può essere considerato una posizione del magistero della Chiesa». Per Ignazio Marino, senatore del Pd e chirurgo dei trapianti, la posizione dell'Osservatore Romano è «molto perciolosa e può mettere a serio rischio il futuro dei trapianti». Marino ricorda che Giovanni Paolo II, partecipando nel 2000 al congresso della Transplantation Society a Roma, «ha dato un riconoscimento etico e morale alla tecnica del trapianto di organi e ai criteri scientifici, come quello della morte cerebrale». "

FICO! In qualità di socio dell'AIDO sono ancora più blasfemo di quanto non avessi creduto di essere!!

martedì 15 luglio 2008

SENSIBILITA' ATEA

Qualcuno mi sa dire quando si sentirà il bisogno di tutelare la mia sensibilità Atea? Quando si sentirà il bisogno di fare in modo che io non sia sottoposto quotidianamente all’offensiva esposizione di simboli religiosi e al blasfemo richiamo alla morale monoteista?

PIAZZA NAVONA

Perché non si può parlare male del papa? Perché si grida allo scandalo se qualcuno parla in toni meno che lusinghieri del Santo Padre? Perché rappresenta milioni di fedeli? Anche Berlusconi rappresenta milioni di persone e milioni di fedeli ma nessuno si scandalizza se viene offeso. Anche Di Pietro rappresenta milioni di persone ma nessuno si scandalizza se viene offeso. Qual è la linea di demarcazione? Il numero di fedeli/persone che uno rappresenta? O la qualifica di “fedeli”, rispetto a semplici “persone”? Come sempre, il la differenza è data dalla “sensibilità religiosa”, concetto iniquo, infame e classista che colloca su un piano diverso certe persone rispetto ad altre.